giovedì 6 settembre 2018

Latina: Per una Politica del fare. il Forum 015 al via....


Alla riapertura delle attività post feriali, i vertici del Forum 015 si sono riuniti per fare una analisi della situazione socio-economica e per guardare alle prossime iniziative di intervento sul territorio pontino.
Erano presenti Maurizio Scarsella (Presidente provinciale ACLI) con il Direttore Nicola Tavoletta, Edgardo Bellezza (Presidente Confcooperative Latina-Frosinone), il Presidente della CdO Roma e Lazio Avvocato Maurizio Dell’Unto, il Direttore provinciale della Coldiretti Pietro Greco e l’Avvocato Riccardo Castelli (Vice Presidente Confartigianato Imprese Latina) con il sottoscritto Direttore provinciale di Confartigianato Ivan Simeone. 
Da qui il comunicato che di seguito ripropongo:

Ivan Simeone

 
 Per una “Politica del fare !
Vi è bisogno di una nuova idea di Città e di Provincia.

I vertici delle Associazioni economiche aderenti al “Forum 015” della provincia di Latina, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative ACLI e Compagnia delle Opere (CdO Roma e Lazio), hanno analizzato la situazione economica e sociale del territorio e, accogliendo l’invito del Santo Padre Francesco a “non rimanere alla finestra”, ribadiscono che “non si può più affermare che la religione deve limitarsi all’ambito privato…la conversione cristiana esige di riconsiderare specialmente tutto ciò che concerne l’ordine sociale ed il conseguimento del bene comune…”.Si richiama alla necessità di una nuova politica responsabile che ponga al suo centro “la Persona”.

Per il Forum 015 si apre la stagione della sintesi tra efficacia e legalità. Negli ultimi anni la legalità e la trasparenza sono state usate come bandiere di una politica emergente, purtroppo mortificando l'efficacia della pubblica amministrazione. La lotta all'appesantimento burocratico si è trasformata in una inefficienza delle funzioni. La sintesi, per il Forum 015, consiste nella adeguata interpretazione delle regole amministrative per scrollarsi dall'immobilismo legalitarista, andando incontro alla comunità.

Le Associazioni del “Forum 015”, raccolgono il mandato di SE il Vescovo Mons. Mariano Crociata, “consegnato” nell’ambito del seminario del 3 luglio scorso con i quadri dirigenti dell’Associazionismo economico del Forum 015, per una impegno finalizzato ad una “Nuova Politica”; una Politica intesa come “sforzo di acquisire una visione d’insieme e di agire dentro il tessuto sociale perché la comunità nella sua interezza trovi risposte alle proprie attese e realizzazione dei propri progetti. (…) E’ necessario trovare gli spazi e le forme per intervenire e agire, innanzitutto creando opinione e costruendo coesione sociale.
C’è bisogno soprattutto di una idea di città e di provincia, di sapere che territorio vogliamo essere e costruire…..Ci vuole cuore per volere il bene della propria città e della propria gente, altrimenti si diventa speculatori o sciacalli sulle spalle delle fasce più deboli della collettività…...

Da qui il nostro rinnovato impegno per uno sviluppo economico del territorio pontino guardando alle tante imprese familiari, alla Famiglia come soggetto economico e politico, al valore della sussidiarietà vissuta nel quotidiano, ad una economia “del fare” e di uno sviluppo sostenibile del territorio, partendo dalla città capoluogo, la nostra Latina.
Ci si richiama ad un rapporto maggiormente equo tra produttori e grande distribuzione; vedi il problema delle tante imprese agricole del nostro territorio.
Non una politica contro ma una politica propositiva ed impegnarsi “per una politica della vita contro una politica del potere”.

Latina 1 settembre 2018
Coldiretti Latina
Confartigianato Imprese Latina
ACLI Latina
CdO Roma e Lazio
Confcooperative Latina-Frosinone

venerdì 22 giugno 2018

Rotary e Chiesa Cattolica su "La Ruota" di Giugno 2018.....


Il Rotary e la Chiesa Cattolica
L’impegno di Omero Ranelletti ha segnato un periodo storico.

Articolo pubblicato sul numero di Giugno 2018 de "La Ruota", 
il magazine del "Rotary Club Latina".

di Ivan Simeone*

Parlare di Rotary e del suo rapporto con la Chiesa rischia di scadere nei soliti luoghi comuni. In queste righe non è mia intenzione andare ad affrontare tematiche di carattere filosofico su ciò che ispira quella che si potrebbe definire “filosofia rotaryana”; se mai ce ne fosse una sarà certamente argomento di un prossimo intervento.
Per comprendere cosa sia realmente il Rotary bisogna viverlo non solo nell’ambito del proprio Club ma –soprattutto- in ambito distrettuale, confrontandosi con altri Club, partecipare ai seminari, rimboccarsi le maniche nelle azioni di servizio e comprendere che si è in una grande famiglia.
Il Rotary si rivolge a leader, a uomini e donne che sono impegnati personalmente nella propria comunità, nella professione, nella società che li circonda “mettendoci la faccia” in prima persona.
Persone che vogliono, tramite il loro personale impegno, cercare di cambiare in positivo il quotidiano. Questo comporta che nel Rotary vi sono tanti uomini e donne impegnate e con le più diverse esperienze, modi di pensare…il Rotary rappresenta uno spaccato della nostra società e vi sono rotariani cattolici praticanti, atei, laici, persone di diverse fedi e orientamenti filosofici, ma con un unico denominatore comune, ed è proprio questa diversità che lo arricchisce e lo rende unico.
Il Rotary non è una associazione benefica, vi è chi è certamente più bravo ed efficace come la Caritas o il Banco alimentare, con cui collaboriamo, ma è una Istituzione, una Organizzazione internazionale che cerca di formare leader, una comunità di professionisti che cerca di mettersi a disposizione per iniziative e progetti internazionali e locali finalizzati a migliorare questa nostra realtà. Una grande rete solidale e professionale.
Gli ultimi Pontefici, da Papa Paolo VI a Papa Bergoglio passando per San Giovanni Paolo II, hanno aperto un dialogo profondo con il mondo rotariano.
Non possiamo dimenticare le parole di Papa Paolo VI, quando nell’ udienza ai rotariani del lontano marzo 1965, disse: La vostra attività contribuisce alla formazione e alla coesione delle classi dirigenti della società; e mentre distingue e qualifica ad un livello superiore al comune i Soci del Rotary, non li separa, non li oppone alle altre classi sociali, sì bene li stimola ad assumere con più avveduta coscienza le funzioni loro proprie e li esorta a mettersi con più generosa dedizione a servizio del bene comune….”.
Parole certamente profetiche che richiamano il discorso di San Giovanni Paolo II, quando nel giugno del 1979, nell’ambito dell’udienza dedicata al Rotary International, disse: La vostra presenza qui oggi indica una grande forza di bene. Voi venite da nazioni e ambienti diversissimi, e portate con voi una vasta esperienza in campo economico, industriale, professionale, culturale e scientifico. Nella solidarietà della vostra associazione trovate mutuo aiuto, reciproco incoraggiamento e compartecipazione d’impegno per lavorare al bene comune. A chi vi osserva con profondo interesse e acuta attenzione, appare di fatto che voi offrite, con sincerità e generosità, i vostri talenti, le vostre risorse e le vostre energie per il servizio dell’uomo. E nella misura in cui perseguite questo nobile ideale di raggiungere le persone dovunque esse si trovino, sono certo che continuerete ad averne soddisfazione e pienezza umana. Infatti, nello stesso atto di dare, assistere, aiutare gli altri ad aiutare se stessi, voi troverete un arricchimento per la vostra vita. Dimostrando un coinvolgimento sempre più grande nella causa dell’uomo, apprezzerete ancora di più l’insuperabile dignità e grandezza dell’uomo, come pure la sua reale fragilità e vulnerabilità. Nei vostri sforzi e tentativi per il bene dell’uomo, potete essere sicuri della comprensione e della stima della Chiesa cattolica….”
Nel marzo del 2015, la Fondazione Omero Ranelletti, sotto la presidenza del PDG Pier Giorgio Poddighe, ha dato alle stampe un interessante ed importante pubblicazione dal titolo “Il Rotary e la Chiesa Cattolica”, che riproduce uno scritto di Ranelletti sul percorso di avvicinamento e di dialogo fecondo tra il Rotary International e la Chiesa. Uno scritto prezioso per comprendere i problemi e le motivazioni di un confronto franco e propositivo. Pubblicazione di cui consiglio vivamente la lettura per conoscere le fasi di un lavoro fatto da un grande rotariano per il Rotary e per la Società tutta.
I tempi cambiano, la società necessita di sempre nuove risposte, l’impegno di tanti uomini e donne rotariane muta come mutano i periodi e gli impegni si moltiplicano affrontando sempre nuove problematiche e sfide. L’importante e che tutto si faccia nell’Amicizia, nel Servizio alla Persona, nell’etica e, soprattutto, nella Verità, tenendo sempre presente il discernimento tra ciò che è bene e ciò che non lo è.

*Ivan Simeone, Past President del “Rotary Club Latina”

domenica 13 maggio 2018

Europa supermarket dei diritti....


La nuova ideologia scientista dell'Europa.
Il saggio di Mario Mauro: "Il Dio dell'Europa"


Ivan Simeone


In questo fine settimana, ho avuto modo di leggere il saggio dell'amico Mario Mauro, pubblicato dalle Edizioni ARES di Milano, dal titolo "Il Dio dell'Europa".
Da queste pagine nasce una reale voglia di "darsi da fare" per cercare di cambiare una realtà che sta producendo diversi danni, sia dal punto di vista squisitamente etico che economico. E' una grande riflessione sulla nostra Europa che ha di fatto smarrito la sua strada e il suo progetto iniziale. Una strada oggi priva di storicità e di valori, fondata solamente sul mondo dell'alta finanza globalizzata.
Mario Mauro, politico cattolico e docente in Storia delle Istituzioni europee, analizza il dna dell'Europa; un'Europa che chiama ad una grande "responsabilità".
Molti gli input storici che evidenziano il ruolo determinante dei nostri monasteri benedettini per l'edificazione di una cultura occidentale ed europea ed il ruolo dell'impero carolingio. Su questo argomento è interessante andarsi a leggere il saggio di Le Goff su "Il Medioevo" (ed. Laterza), dove focalizza proprio il ruolo della cristianità nella costituzione dell' uomo europeo e della sua identità.
Mario Mauro  ripercorre alcuni "fotogrammi" che hanno pregnato l'attuale; una strada pregna di ideologia che vede l'Uomo posto in second'ordine rispetto allo Stato e al potere fine a se stesso. Forze "laiciste" che hanno oggi liquefatto la bozza di Costituzione Europea che voleva richiamarsi alle comune radici cristiane ..... un'Europa che oggi è ridotta ad un "supermarket dei diritti" dove si è spettatori di una "riconversione del vecchio marxismo in una nuova offensiva culturale relativista...".
E' questa un'Europa "strana", lontana dai popoli e dal comune sentire. 
Mario Mauro, dalla sua esperienza di parlamentare europeo, evidenzia come l'Unione europea "finanzia progetti che distruggono embrioni, mentre molti degli Stati membri vi si oppongono"....Assistiamo inermi ad una nuova ideologia scientista; un' Europa che "invece di ricercare  un modo efficace per portare aiuto alle famiglie, aumenta le pressioni contro la tutela della vita familiare"; un'Europa che si sta dissolvendo nella denatalità che non è un problema cattolico ma culturale e di salvaguardia dell'Occidente.
Mario Mauro analizza diversi aspetti, come la denatalità e la famiglia, la libertà religiosa, le sfide che ci giungono dall'economia orientale, la sussidiarietà.....
Ecco che si impone il dovere di impegnarci e rispondere a questa sfida. I cattolici hanno il dovere di non stare passivamente alla finestra .
"Le istituzioni europee -evidenzia Mario Mauro- sono oggi un luogo dove vige un pregiudizio nei confronti del cristianesimo ...(...) Oggi il progetto europeo vive tante e tali contraddizioni che invece di essere presentato come una risposta positiva, appare tante volte di impaccio, come una sorte di raccrapicciante insensato agglomerato, a tal punto da far esclamare da Benedetto XVI che è possibile l'apostasia dall'Europa; apostasia intesa come allontanamento dalla propria storia, dalla propria natura, dalla propria radice culturale..."
Un saggio da leggere, meditare e che sia spunto per una rinnovata azione culturale e politica dei cattolici, dinanzi alle tante lobby "che hanno costruito in anni e anni di lavoro una poolitica talmente laicista da sconfinare nel fanatismo della laicità."
Ecco che, conclude l'amico Mario Mauro, bisogna ricostruire quel ponte che unisce l'Europa delle banche e della finanza con l'Europa delle Cattedrali.