martedì 27 aprile 2021

Appunti operativi d'impresa: il business plan

 

Dal “Business Plan” all’Arte della Guerra di Sun Tzu

Mettiamo radici al nostro sogno imprenditoriale.

Aprire una nuova attività d’impresa, sia essa piccola o più strutturata non è certamente una cosa semplice e implica diversi aspetti sia di carattere formativo che finanziario e di strategia commerciale. Spesso si ha un bel sogno, un buon progetto dettato “dal cuore” o scaturito dagli studi appena terminati o, ancora, dall’esigenza di rendere impresa una precedente attività professionale avuta da “dipendente”. Ma come “mettere per terra” la propria idea? Il primo passo che dobbiamo fare è quello di costruire un attento e approfondito “business plan”, ma andiamo per ordine.

Prima ancora della realizzazione del proprio progetto di investimento bisogna aver ben chiaro a cosa si va incontro. Certamente se vado a leggermi il saggio “Volevo solo vendere la pizza” di Luigi Furini, edito da Garzanti, forse qualche perplessità mi viene, sommerso dai tanti balzelli, corsi, leggi e obblighi cui dovrò far fronte, ma con una buona impostazione iniziale, una buona programmazione finanziaria e supporti di consulenti capaci e professionali il sogno imprenditoriale può prendere il largo ma la formazione personale e la sensibilità imprenditoriale è sempre un punto essenziale da coltivare. 

Le librerie sono stracolme di saggi sull’autoimprenditorialità, il business d’azienda, sul come aprire una attività… tutti molto interessanti ed utili, anche se bisogna saper discernere. Un saggio che possiamo definire “cult”, un riferimento per le sollecitazioni che offre, è l’“Arte della Guerra” di Sun Tzu da molti definito un vero manuale di gestione d’impresa, che consiglio vivamente di leggere attentamente per imparare a gestire i conflitti quotidiani in cui ognuno di noi costantemente si imbatte.

Quali professionalità, quale esperienza “certificata”?

Una delle prime cose da valutare è la/le professionalità che devono essere presenti nella nuova attività. Aspetto essenziale che viene valutato dalle banche, è la professionalità reale e concreta dell’imprenditore. Se voglio aprire una pizzeria, io che ho un trascorso da consulente amministrativo, certamente non avrò credito come una persona che ha lavorato in un ristorante. Quindi valutare la formazione professionale, corsi, titoli e soprattutto l’esperienza che deve essere “certificata”.

Il Business plan

Dobbiamo poi scontrarci con la fredda realtà commerciale e finanziaria. Molto spesso, quando ho avuto modo di confrontarmi con start up, mi sono visto recapitare un paio di foglietti con uno specchietto di entrate/uscite che mi veniva presentato come business. La pianificazione di una start up/nuova impresa è tutt’altra cosa. Il Business Plan, per chi voglia cominciare una attività, è l’elemento essenziale di programmazione e biglietto di presentazione per banche ed investitori. Deve essere fatto in maniera professionale e completa. Non sono solo i due numeri da mettere in colonna, ma rendere “visibile” una idea imprenditoriale e renderla sostenibile finanziariamente. In “CLAAI Assimprese” -consulenza@claai-assimprese.it- assistiamo direttamente coloro che necessitano della redazione del progetto di investimento ma, essenziale, è che la redazione venga effettuata in stretta sintesi con il neo-imprenditore e che non venga fatto un “copia incolla” made by internet. Il business plan è come un vestito di sartoria, che deve essere cucito addosso al nostro giovane imprenditore. Non fidatevi di chi vi propone documenti precostituiti. Un buon documento, ovviamente tarato sull’impresa nascente, deve essere composto sia da una parte descrittiva dell’idea imprenditoriale, dall’analisi dei processi produttivi e/o dall’erogazione dei servizi, eventuali innovazioni di progetto e le analisi di mercato e gli aspetti commerciali, costo del prodotto/servizi e analisi della concorrenza, analisi swot e un cronoprogramma delle attività previste. Necessita cercare di presentare e “trasmettere” l’attività che si vuole avviare e le motivazioni che la animano. Bisogna specificare l’organizzazione che si intende strutturare. Basilare è l’analisi di settore in cui la nuova impresa si troverà ad operare fino ad arrivare al piano marketing con le sue strategie, le risorse e gli obiettivi. La seconda parte del nostro business plan è prettamente finanziaria, con un bilancio analitico minimo a tre anni con i ricavi previsti, piano degli investimenti, conto economico preventivo e stato patrimoniale sempre, ovviamente, preventivo. Evidenziare se vi sono capitali propri inseriti nel progetto. E’ bene che una parte dell’investimento sia proprio dei neo-imprenditori per evidenziare agli investitori ipotetici che a rischiare in solido sono per primi coloro che vogliono avviare la nuova attività. Non sono analisi semplici ed è necessario farsi affiancare da consulenti ed interagire costantemente con loro.  Un buon piano di investimento, business plan, è alla base di ogni richiesta di finanziamento, sia bancario che legato ai vari bandi dedicati alle nuove imprenditorialità e ancor più se si vuole far ricorso al microcredito e deve essere snello, efficace ed il più completo possibile. Per ulteriori consigli e approfondimenti si può chiedere un contatto mandando una mail a consulenza@claai-assimprese.it

 

 

mercoledì 13 gennaio 2021

commercio, ristorazione, partite IVA.....quale futuro ?

 Troppe incertezze e zero programmazione....

quanto si potrà ancora andare avanti così?

 

Ivan Simeone

CLAAI Assimprese Lazio Sud

La situazione economica rischia di degenerare se le istituzioni non cercano di intervenire concretamente. Quando parliamo di criticità per il comparto del commercio e della ristorazione, parliamo di tutto un mondo della piccola economia che si trascina dietro un indotto rilevante di partite IVA, aziende e attività di servizi. La crisi del commercio e della ristorazione si trascina adietro anche la crisi di molte famiglie di lavoratori e dipendenti. La situazione ormai rischia di degenerare e la sicurezza sanitaria (sacrosanta !) deve coniugarsi con una "sicurezza economica".

Quello cui stiamo assistendo, da utenti, cittadini, partite IVA ed operatori economici, è una grande confusione di inizative emergenziali che spesso neanche si comprendono. Ristori con mille paletti e diverse attività penalizzate concretamente da questi momenti ne sono rimaste fuori. Non si vede una programmazione. Si va avanti alla giornata e questo non è più possibile per chi deve fare impresa. Gli imprenditori, colofro che gestiscono attività commerciali, ristoratori ... devono programmare, investire e poi ? 

Molte famiglie stanno in difficoltà e bisognerebbe potenziare quelle reali reti di supporto che oggi sono portatre avanti solamente da alcune organizzazioni del terzo settore e dal mondo cattolico. Ma quanto potrà durare questa situazione ?

I.S.

 




martedì 5 gennaio 2021

Verso un "NUOVO INIZIO" .....

 

CLAAI Assimprese: 2021 per una comunità solidale

anche nel mondo della produzione

e dell’economia locale per un “nuovo inizio”

Intervento di Ivan Simeone, CLAAI Assimprese Lazio Sud.

 

Ivan Simeone

Direttore CLAAI Assimprese Lazio Sud


Fare analisi statistiche sull’economia dei nostri territori, in questo clima di profonda emergenza sanitaria e sociale in cui siamo immersi è cosa alquanto ardua e, mai come in questo caso, i freddi numeri e le percentuali non sempre rispecchiano il “comune sentire” degli operatori sul campo. 

Un indirizzo e un momento di importante “segno” lo ha lasciato SE Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina, nei suoi ultimi interventi; sia in quello del 18 dicembre come nell’Omelia del primo gennaio 2021; una positiva “provocazione” che dobbiamo raccogliere, al di là delle personali credenze e opinioni.

Lavoro comune e solidarietà, cooperazione sono i cardini di un “nuovo inizio” ed è essenziale raccogliere l’invito del Vescovo per uno “scatto morale” di tutti per superare questa crisi. La situazione certamente non è delle più semplici. 

L’ufficio studi della CGIA di Mestre ha stimato, a livello nazionale, una perdita di fatturato delle PMI pari a circa 420 miliardi di euro contro un aumento di fatturato del 17% per le imprese “big digitali”, cosa questa che fa comprendere il livello di preoccupazione generale ed è la spia di un cambiamento di cui dobbiamo ormai tener conto; un “cambiamento” che deve vederci protagonisti sin dalla più piccola impresa familiare per poi guardare alle grandi realtà imprenditoriali. Tutti gli indicatori economici e gli studi statistici lanciano un grido di allarme per una crisi reale che rischia di travolgerci se non la si governi, con qualche eccezione positiva. Molte saranno le attività che nel 2021 rischieranno di chiudere se non di limitare la propria attività, non riuscendo a far fronte alla situazione di indebitamento, qualora non vi siano interventi concreti ed una ripresa immediata del ciclo economico quotidiano.

Senza contare tutte le piccole partite IVA legate alla consulenza amministrativa, intermediazione e quant’altro che sono state di fatto fermate e non considerate; un popolo di partite IVA fantasma. 

L’ artigianato oggi nella nostra provincia conta ancora oltre il 18% del totale delle imprese, contro il 20% della provincia di Frosinone. Una situazione di lento, impercettibile declino che necessita di una politica organica di rilancio dell’intero settore. Non dimentichiamoci che l’artigianato non è solamente la memoria storica produttiva di una comunità, ma un ammortizzatore sociale indiretto; molti di coloro che fuoriescono dalle grandi imprese e che hanno una professionalità aprono una propria ditta artigiana. Le ditte individuali, le piccole imprese familiari sono oggi le più penalizzate anche dal sistema creditizio; a vantaggio dei grandi colossi imprenditoriali. Lo evidenziano le statistiche periodiche pubblicate dalla Banca d’Italia e dalle diverse analisi di settore. 

Certamente l’immediato futuro vedrà un forte cambiamento. Bisognerà adottare nuove procedure relazionali e commerciali e la digitalizzazione e il web avranno sempre più un ruolo determinante. E’ questo un cambiamento che bisogna che gli operatori economici e le stesse associazioni di categoria devono governare altrimenti si verrà soggiogati da queste nuove dinamiche.

La parola chiave per il 2021 dovrà essere “cambiamento” e “concretezza”. Bisognerà fare sempre più sinergia d’impresa e sostenere finanziariamente le piccole attività produttive in un’ottica di “nuovo inizio”

In tutto questo la politica dovrà avere un ruolo determinante.

Le parole sono finite. Ora i fatti per sostenere i nostri imprenditori, le nostre imprese

domenica 22 novembre 2020

Il "Saper Fare" dal 1954 ad oggi....

CLAAI: la Confederazione delle Libere Associazioni

Artigiane Italiane dal 1954 è sinonimo del “saper fare”!

Articolo pubblicato sull'ultimo numero del periodico "IP MAGAZINE"

 

Ivan Simeone

“Fare squadra” per affrontare le sfide del mercato ed operare “solo ed esclusivamente a favore delle imprese”. E’ questo il DNA della CLAAI, la Confederazione delle associazioni artigiane, nata nel lontano 1954, una delle storiche Organizzazioni della rappresentanza sindacale datoriale, firmataria dei contratti nazionali dell’artigianato e che supporta tutte le attività d’impresa, dall’artigianato alle micro e piccole imprese.

Uno dei principi fondanti della CLAAI è la libertà d’impresa e l’autonomia delle Associazioni locali. Una Confederazione che punta a sostenere e proporre servizi concreti e professionali, rappresentando le imprese su tutti i tavoli istituzionali

Una dirigenza e consulenti presenti e radicati nei territori, una struttura leggera ma efficace che punta ad una concretezza priva di “burocrazia associativa”, un modo per fare “rete” e svolgere un’azione di lobbying imprenditoriale che deve portare un valore aggiunto alla nostra economia e, conseguentemente, alla nostra Comunità.

Parlare di “corpi intermedi” o, ancora, di “corpi sociali” oggi dinanzi alle attuali emergenze che stiamo vivendo, emergenze sanitarie e quindi economiche, è sempre più essenziale, anche se un filone di pensiero vorrebbero liquefarle lasciando le piccole imprese e attività senza alcun riferimento.

Nella nostra area interprovinciale, Latina e Frosinone, nasce la “CLAAI Assimprese Lazio Sud”, ovvero “Associazione Imprese Artigiane e PMI Lazio Sud” confederata alla CLAAI, puntando su un nuovo modello associativo che cerca di coniugare la realtà di “rete” imprenditoriale e di servizi professionali con una rappresentanza sindacale “non urlata” ma che cerca di trovare soluzioni ragionando con concretezza ma mettendo sempre al primo posto il bene di chi, ogni mattina, “alza la serranda” per produrre per se e per i propri collaboratori.

Produzione, etica d’impresa, sussidiarietà sono i nostri leitmotiv di un agire quotidiano al fianco dei nostri imprenditori. Charles Péguy, John Maynard Keynes, Adriano Olivetti,  pur nelle loro diversità, i nostri punti di riferimento valoriale.

 


Archivio degli articoli pubblicati su "LatinaCorriere.it" nella rubrica di Economia.... https://www.latinacorriere.it/tag/ivan-sim...