sabato 27 maggio 2017

"Essere Associazione"...Confartigianato !

Leggendo & rileggendo...

Confartigianato
dalle origini al consolidamento democratico...
 .

Vi è chi il Sabato lo dedica allo sport o al cinema, vi è chi si immerge nel giadinaggio o chi, come me, cerca di "sfogliare" qualche buon libro, cosa ormai assai rara da farsi durante la settimana, avvolti nella corsa frenetica dell'inseguire i problemi del momento.
Oggi ho terminato di leggere il saggio di Anna Pina Paladini, (Edizioni Guerini e Associati) ricercatrice dell'Università del Salento, sulle origini della Confartigianato, la mia Associazione ...ma forse anche un pò più di una semplice Associazione di categoria o di un "luogo di lavoro".
Impegnarsi quotidianamente in una grande "rete" di imprenditori, impegnarsi per dare risposte "sociali" (termine ormai desueto) alle tante famiglie che si rivolgono ai nostri Enti quali il Patronato, CAAF, sindacato pensionati...cercare tra mille difficoltà di dare risposte a quanti, piccoli imprenditori, devono sbattere la testa con le banche o con la burocrazia imperante, credetemi, è qualche cosa di più di "un lavoro"; è un essere partecipe di una comunità operativa, un qualche cosa che ti assorbe e sei felice di essere assorbito da questo "fare sociale". 
Confartigianato per me è anche un luogo "affettivo" ricordando Lucido Gubitosi di Benevento, mio zio, colui che di fatto fondò il Patronato INAPA in quella bella Città del Sannio e fu lui a farmi conoscere il mondo della Confartigianato che oggi vivo quotidianamente, all'epoca Vice Presidente nazionale dell'ANAP.
Il saggio della Paladini dovrebbero leggerlo tutti i Quadri e coloro che hanno responsabilità in un contesto associativo, poichè non solo ripercorre storicamente i momenti salienti che hanno visto crescere Confartigianato e radicarsi, ma si legge tra le righe anche il senso ultimo del fare "rappresentanza degli interessi".
Certamente tutti noi che lavoriamo nelle associazioni territoriali, provinciali, guardiamo con attenzione al dare risposte (o provarci !) ai nostri associati, alle nostre imprese, in termini di servizi, ma vi è molto di più e, probabilmente, è proprio quel di più che deve far muovere il senso di appartenenza. 
Far parte di una Associazione è l'essere un piccolo mattone (piccolo ma essenziale come lo sono tutti i mattoni di una qualsiesi costruzione) parte di un grande Organizzazione che porta avanti le istanze delle nostre aziende artigiane, delle nostre imprese e PMI associate. 
Dobbiamo riprendere a "guardare in alto" e dobbiamo rafforzare sempre più il gusto dell'impegno politico-sindacale partendo proprio dalle associazioni provinciali, dalle nostre Organizzazioni regionali. Tutti noi abbiamo una" responsabilità di rappresentanza" che non può mai assopirsi e non può (e non deve !) passare in second'ordine rispetto al mondo dei servizi.
Spesso sentiamo dirci: perchè mi devo associare ? Cosa mi da l'Associazione ? 
Certamente i servizi, il credito agevolato, i confidi, l'accompagnare per mano l'azienda nei meandri dei tanti problemi quotidiani, ma non dimentichiamoci mai che l'Associazione è quello strumento per dare forza alla tua Azienda, alle tante Aziende artigiane e non, alle imprese familiari, alle nostre PMI dialogando con le Istituzioni a tutti i livelli e, sopratutto, cercare di dare forza ad una "rete amicale" di uomini e donne che "fanno" e che producono quotidianamente per se e per i propri collaboratori.
Le Casse Mutue (oggi SANARTI), l'Artigiancassa, le leggi sull'artigianato come quelle sulla piccola impresa, le leggi sull'apprendistato...sono state possibili solo grazie al lavoro della rappresentanza delle Associazioni, veri "corpi intermedi" che oggi si cerca di mettere costantemente in difficoltà ma che ci sono e ci saranno, piaccia o non piaccia.
Buona lettura.











domenica 21 maggio 2017

Laico e Clericalismo..una interessante riflessione sulla rivista "Il Timone".



Nell'ultimo numero della rivista "Il Timone" (maggio 2017), segnalo un interessante articolo a firma di Andrea Zambrano sul ruolo del laico all'interno della Chiesa. 
L'articolo evidenzia il "clericalismo" che rischia di avvinghiare molti laici, partendo proprio dall'insegnamento di San Josemaria Escrivà, con una intervista a padre Javier Lopez Diaz dell'Università della Santa Croce.
Su questa tematica è interessante andare a leggere (e meditare) gli scritti ed interviste all'allora Mons. Escrivà (oggi Santo), riportati nel testo "Colloqui con Mons. Escrivà" (Edizioni ARES). 
In questo testo vi sono alcuni scritti fondamentali per comprendere sia la missione dell'Opera, la Prelatura Opus Dei, (vedi l'Omelia "Amare il mondo appassionatamente" del 1967) alcuni particolari aspetti della missione del laico incentrato sulla santificazione del lavoro professionale, la famiglia e l'importanza dello studio e dell'aggiornamento. Essenziale anche l'intervista "Che cosa è l'Opus Dei?", che da una precisa chiave di lettura dell'attività e della missione dell'attuale Prelatura.
Buona lettura.

Ivan Simeone

lunedì 17 aprile 2017

Ciao Luigi. Artigiano appassionato !





La Confartigianato di Latina, con lo staff e i suoi Quadri dirigenti, appresa la triste notizia della scomparsa dell’amico Luigi Coletta, esprime sentite condoglianze alla Sua Famiglia.
Luigi Coletta, artigiano e imprenditore, era presente nei nostri incontri, intervenendo attivamente, con il suo spirito profondamente artigiano, dando a tutti noi consigli e confrontandosi sempre positivamente e propositivamente per lo sviluppo della nostra Latina. Un artigiano appassionato della sua Città e del suo lavoro.
Uno dei principali fondatori della cooperativa artigiana di garanzia di Latina ed imprenditore termoidraulico.
Lo ricordiamo con vero affetto.


Ivan Simeone
Direttore provinciale Confartigianato

Giuseppe Michelini
Presidente provinciale Confartigianato

domenica 19 febbraio 2017

Politica a Latina.....una nota.

Prime mosse "a destra"....

Una riflessione.

di Ivan Simeone

Leggiamo in questi giorni del nuovo soggetto nato grazie all'impegno di Storace e di Alemanno. Per noi di Latina è certamente un dato molto importante. Il territorio è storicamente di "centro - destra" ed il nuovo soggetto politico potrebbe fungere da polo catalizzatore.
Ovviamente siamo alle prime battute e molto si dovrà osservare. Bisognerà vedere la reale capacità di sintesi politica e di proposta tra le gente.

Abbiamo necessità di "contenitori" politici e l'iniziativa di Storace e di Alemanno è una azione politica che fonda le sue radici nella vera destra "di sempre", quella sociale e nazionale, una destra fatta di passioni e di militanza, una destra viva e non di plastica, ben radicata sul territorio; una destra di progetti, valori e ideali.

Ora bisogna vedere che strategie pongono in essere per riaffermare una presenza storica sul nostro territorio pontino.
Bisogna che la "nuova destra pontina" cerchi di porre in essere una azione di inclusione e di dialogare attivamente con i corpi sociali ma su linee nuove.

Non bisogna (non sarebbe certamente vincente) rispolverare dinamiche e teoremi già visti (e perdenti) del passato prossimo.
Idee nuove, progetti nuovi e sopratutto nomi nuovi.

Buon lavoro.


mercoledì 18 gennaio 2017

Welfarre e Corpi intermedi...l'isteria della politica !



Riportiamo la "riflessione" pubblicata sul quotidiano on line "latinaquotidiano.it"

WELFARE E CORPI INTERMEDI: 
L'ISTERIA DELLA POLITICA.
Serve una nuova visione culturale.

di Ivan Simeone
direttore "Confartigianato Imprese Latina"
e "Forum 015" 

Il dibattito “lanciato” dalle ACLI provinciali sul welfare e sui corpi intermedi, è una bella e sana provocazione culturale, prima che politica; una provocazione che raccolgo con piacere dal Direttore Tavoletta, con cui condividiamo il tavolo del “Forum 015” della provincia di Latina, l’esperienza che raccoglie diverse Organizzazioni economiche e del lavoro che “guardano” al Magistero sociale della Chiesa.
Dico subito che l’atteggiamento del mondo politico, in senso lato, verso i corpi intermedi è alquanto dettato da un forte isterismo culturale.
La vera “battaglia”/confronto è proprio sul piano squisitamente culturale prima che politico. Abbiamo necessità di una nuova visione culturale che dia maggiori risposte all’Umano.
Diciamolo subito: da una parte la nomenklatura politichese (se ancora ne esiste una) vuole un terzo settore parcellizzato e “sbriciolato”… la classica sbriciolona mantovana… affinchè da una parte le singole associazioni di volontariato e no profit possano intervenire operativamente lì dove l’Istituzione locale, l’Ente locale non riesce più a rispondere causa la grave crisi economica imperante.
Un Terzo Settore trasparente e controllabile che possa dare una risposta alla collettività… dall’altra parte registriamo una volontà di contenere al massimo le grandi realtà sociali e della rappresentanza “dal basso”. Interessante è esaminare l’attegggiamento che la politica ha verso le Organizzazioni datoriali e del lavoro: da una parte si aggravano i Patronati ed i CAAF riempendoli di responsabilità in solido e di incombenze burocratiche ed amministrative, andando ormai ben oltre alla normale supportazione (e sopportazione!), dall’altra parte si sta contenendo sempre più la contribuzione pubblica “spingendoli” su strade proprie della consulenza privata, a discapito del cittadino.
Oggi tutto è in movimento e tutto sta cambiando molto velocemente e, conseguentemente, o ci si adegua al nuovo che incombe quotidianamente, o si rimane fermi con tutto quanto ne consegue.
Si parla di welfare innovativo, di sharing economy, imprese sociali, crowdfunding, gig economy… tutti aspetti che hanno un paio di denominatori comuni: la sussidiarietà orizzontale e il concetto di “condivisione”.
Sono i due pilastri su cui si sta imperniando la nuova politica sociale, sempre che il “politicamente corretto” dia il segnale verde.
In tutto questo, al di là di ogni colore politico (ormai alcuanto sbiadito), un ruolo importante lo hanno gli Enti locali, Comuni in primis.
Qui mi ricollego alla bella e importante proposta lanciata dalle ACLI e che ritengo più che condivisibile circa la promozione dei Regolamenti per i Patti di collaborazione comunali. Attenzione, però, a due pericoli: primo pericolo che i troppi “regolamenti” possano poi ingessare l’operatività quotidiana, secondo pericolo è il dover valutare bene i “soggetti sociali” che si affacciano e che siano scevri da condizionamenti partitici o da personalismi politici… abbiamo ormai diversi esempi anche in provincia di Latina… ecco che bisogna che si ragioni con quelle Organizzazioni maggiormente rappresentative e portatrici di reali interessi diffusi nella collettività.
Comunque ragioniamo in positivo. Oggi abbiamo una riforma del Terzo Settore che potrebbe aprire nuovi importanti scenari di intervento sociale sul territorio. Abbiamo un dibattito in corso su una riforma di Patronati ed Enti sociali che guardano alla nuova realtà di oggi che fa riposizionare tutti i Corpi Intermedi.
Viviamo una nuova visione della rappresentanza che ci obbliga ad un cambiamento e i cambiamenti sono sempre delle belle sfide… principalmente con noi stessi.

 

venerdì 2 dicembre 2016

Perchè voto NO !


SALVAGUARDARE DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE e CORPI INTERMEDI !


Nei giorni scorsi dievrsi amici mi hanno chiesto perchè ho deciso di votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.
Premetto che non ritengo corretto che, questo referendum, sia divenuto un "totocalcio" per il Governo Renzi. Si è voluto politicizzare con un tifo calcistico (Renzi SI Renzi NO) anche questa consultazione che è grave e che, comunque vada, andrà a modificare il nostro quotidiano.
Non sono un "renziano" ma sono certo che vinceranno i SI; ecco che la mia posizione è certamente "controcorrente"....
Premetto anche, per correttezza e chiarezza, che "Confartigianato", l'Organizzazione cui appartengo, non ha preso una sua posizione ufficiale sulla materia.

Nei giorni scorsi ho cercato di informarmi, leggere pareri di costituzionalisti, ascoltare opinion leader pro e contro e ho deciso di votare NO.


Voto NO perchè non voglio che una esigua minoranza politica possa governare semza alcuna opposizione e possibilità di confronto.
Voto No perchè non ritengo logico un Senato che sia un pateracchio. O ci sta e lo facciamo funzionare o lo eliminiamo del tutto, ma un Senato (nominato di fatto da Partiti) composto da Sindaci e Consiglieri Regionali non ha senso e porrà in essere una marea di conflittualità istituzionale.
Voto NO perchè non è vero che si risparmiano chissà quanti soldi...è l'apparato amministrativo e strutturale che costa realmente...questi costi rimangono tutti.
Voto NO perchè non voglio che una maggioranza di Governo ma minoritaria nel Paese possa approvare leggi contrarie all'etica .... vedi tutti i disegni di legge pronti...stiamo assistendo ad una estrema laicizzazione della nostra cultura. Stiamo diventando un "omogenizzato" culturale, papposo e freddo....
Voto No perchè sostengo i corpi intermedi.
Voto NO perchè sogno il ritorno al proporzionale, affinchè si possano scegliere i nostri parlòamentari.
Voto NO perchè se passa questa Costituzione perdiamo la nostra sovranità nazionale e tutte le decisioni europee diventeranno direttamente ed automaticamente leggi del nostro paese senza alcuna possibilità di diniego. Questo nessuno lo dice...basterebbe andare a leggere i questi e non fermarsi al titolo !!!
Voto NO perchè sono contrario all'abolizione delle Provincie. Il problema sono le Rgioni !
Voto NO perchè ritengo che una riforma costituzionale debba avvenire con una concertazione tra maggioranze minoranza politica e non ha colpèi di spot trelevisivi e in maniera unilaterale.

Sono per il rinnovamento, sono per una vera riforma Istituzionale ma concertata e che garantisca la mia libertà di cittadino. Non voto pro o contro Renzi ma voto pro o contro la mia libertà !
Hanno voluto inserire in questo referendum tutto ed il contrario di tutto. Quesiti importanti e condivisibili (come l'abolizione del CNEL) ed altri coperti dalle pieghe dei fiumi di parole, negativi e non condivisibili. Una vera melassa ......a cui dico di NO con la consapevolezza di non essere "politicamente corretto".

Buon voto a tutti.

Ivan Simeone



venerdì 2 settembre 2016

LBC ha "asfaltato" la politica locale !!!

 
 LBC: L'UNICA NOVITA' 
E PRESENZA POLITICA A LATINA


Ivan Simeone
Ebbene si, dobbiamo dirlo chiaramente; piaccia o non piaccia. Oggi l'unica vera novità politica, a Latina, è LBC con il Sindaco Coletta.
Permettetemi quale riflessione "ad alta voce", del tutto personale.
Possiamo essere di destra o di sinistra passando per il centro ma gli unici che si stanno strutturando, che sono presenti sul territorio e che parlano e si confrontano sui problemi della Città sono proprio loro: i "civici" (ma non troppo) di "Latina Bene Comune".
Hanno vinto le elezioni, hanno raccolto il 75% dei consensi, hanno una maggiorranza bulgara in Consiglio Comunale, portano avanti la loro "vision" politica .....poi si può contestare, accusarli di poca conoscenza amministrativa, non condividerne politicamente le scelte ma...sulla scena politica locale ci sono solo loro.

La domanda ora che ci poniamo è: ma che fine hanno fatto le "gioiose armate" del centrodestra? Tutti gli amici candidati dove sono finiti ? Quali le proposte politiche sulla Città ? Dove sono finiti ? Politica -lo sappiamo tutti- non è solo criticare ma proporre ! E cosa si sta facendo ? Al di là delle "urla nel deserto" dove sta l'azione politica tra la gente ?

I "civici" di LBC hanno oggi una grande opportunità: cambiare la Città ed il modo di fare politica a Latina. Lo sanno bene ma devono riuscire a volare alto e comprendere sempre più il loro attuale ruolo che è "istituzionale" e non più movimentista.

Oggi è il tempo del "fare". Devono operare subito e concretamente dando innanzitutto una normalità al nostro quotidiano cittadino. Nella prassi quotidiana devono riuscire a rappresentare tutte le sensibilità della Città. Ognuno deve fare la propria parte. Il "corpi intermedi" devono dialogare e portare un contributo di idee; confrontarsi nel rispetto dei ruoli ma non si può stare alla finestra.

Alcuni segnali interessanti (per quanto riguarda il nostro mondo) ci sono: il SUAP alla Canmera di Commercio, una governace autonoma per la Marina di Latina, un raccordo costante con il sociale, una attenzione reale alle piccole attività produttive e commerciali......E' questa una opportunità per tutti; per loro che possono portare avanti il loro "disegno" politico-amministrativo, per la comunità cittadina che vede rinnovata una classe dirigente ed anche per il centrodestra che deve necessariamente rimettersi in discusione e reinventarsi con nuove modalità. La stessa LBC ha bisogno di una opposizione costruttiva, altrimenti vi è rischio di implosione.

La partita è importante per il futuro della nostra Città. 
Oggi abbiamo necessità di risposte e azioni; bisogna che la politica dia risposte all'Umano.

Buon lavoro a tutti, maggioranza ed opposizione.
Ivan Simeone











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