martedì 3 febbraio 2015

A margine dell'intervista a Don Giussani....una riflessione.



“Il movimento di Comunione e Liberazione. 1954 – 1986”  
Una riflessione di un "non giuridicamente" ciellino.

 

"LA TRADIZIONE È LA DOTE CON CUI LA NATURA CI LANCIA NELLA VITA...."








Anche quest'anno, arrivato al meeting di Rimini, il primo giorno mi sono diretto in quello che per me è un appuntamento fisso: la mitica LIBRERIA !!!
Mi sono " fiondato" il primo giorno proprio per evitare quelle lunghe file che poi, giorno dopo giorno, si vanno a formare. La libreria del meeting , per me, è un pò come un tempietto della lettura.
Scaffale dopo scaffale eccola: la nuova edizione dell'intervista-conversazione con Giussani, a firma di Robi Ronza sul movimento ( Il movimento di Comunione e Liberazione - ed. Bur Rizzoli).
Lessi anni fa questo saggio che consiglio a tutti coloro che desiderano capire l'esperienza di CL, anche se poi una vera esperienza la si può comprendere appieno solo cercando di viverla e di sperimentarla in prima persona.
Leggendo queste pagine il pensiero è tornato indietro di tanti anni, quando prima liceale, poi universitario vissi quella bella amicizia della comunità di Roma Nord .... il raggio, la caritativa al Podere Rossa, la sede di Monte Sacro dove rischiammo di prendere anche qualche "mazzata" da chi non la pensava come noi, i banchetti per Solidarnosc (ancora ho conservata la spilla.....chi se la ricorda ?), la prima esperienza fatta a Fiuggi da ragazzino....all'epoca ero studente al San Leone Magno e mi invitarono....per convincere mia madre dovete telefonare a casa Don Donato....

 Ripercorrendo le parole di Don Giussani , impresse in queste belle pagine, vorrei fare alcune riflessioni "ad alta voce" che credo dai oggi più che mai attuali. Mi sembra quasi (azzardo ?) che quell'epoca sociale si stia riproponendo e che oggi vi sia l'esigenza di una nuova e forte testimonianza "operativa" nella realtà che ci circonda.
Riflessioni fatte da chi (io !) oggi non è "giuridicamente" un ciellino ma che vede in Giussani un Padre che tanto gli insegna e che vede nel Movimento (e nelle persone del Movimento ) il proprio sentire.
Carron ci dice, nella prefazione al saggio, che "la fedeltà all'inizio è decisiva se non si vuole smarrire la strada..." e questo è proprio il punto d'inizio. Una fedeltà guardando all'oggi e proiettati al domani.....una “fedeltà” che non è “struttura” ….Giussani, ci ricorda Robi Ronza, “non voleva affatto fondare un movimento ma annunciare Cristo e contribuire alla vitalità della Chiesa”; oggi come ieri non dobbiamo affannarci a cercare di costruire strutture o sovrastrutture ma andare nel quotidiano delle nostre vite.
Ma quali sono gli “input” che fanno riflettere all’interno di questa “conversazione” ?
Gli spunti sono molti.
La prima riflessione è proprio sul concetto di “dignità culturale”, di cui anche oggi sentiamo una esigenza. Oggi si vive uno stato di narcosi culturale e sociale dinanzi ai principali temi del nostro vivere; situazione a cui bisogna reagire. Abbiamo necessità di un nuovo inizio anche nel mondo dell’educazione, la scuola e l’università in primis. Bisogna, ancora oggi, fare in modo  che “la fede diventi mentalità: è la mentalità –ci rammenta Giussani- che crea dando nuova forma alle cose…”
Rileggendo queste pagine vado a riscoprire l’attualità dell’insegnamento di Don Giussani, una riscoperta che deve essere prassi quotidiana del nostro agire, nel modo di affrontare il nostro quotidiano.
Ancora oggi, come ieri, si ha l’impressione (la certezza !) che “l’essenza del fatto cristiano non costituisce proposta di vita…..cosa è allora l’essenza del fatto cristiano ? E’ l’annuncio di Cristo: questo –ci rammenta Giussani- è il centro di tutta la vita dell’uomo e della storia. E questo si vive mettendosi insieme, vivendo una vita di comunità…”
Oggi spesso, anche negli incontri che faccio con i giovani studenti, sottolineo l’esigenza dello “stare insieme”…oggi ci si gioca la vita troppo in solitaria, anche se siamo sommersi dai social network  di ultima generazione. Bisogna che i nostri ragazzi riscoprano il gusto dello stare insieme.
Sfogliando questa “intervista” mi imbatto nella spiegazione di cosa è il “raggio”…mitico raggio di Roma Nord…i miei ricordi vanno nella sede di via Valseriana di Roma, a Monte Sacro. Chi se la ricorda ?
Quanti incontri..se non mi sbaglio era l’anno dell’elezione di Giovanni Paolo II…
Ed oggi ? Siamo sempre in un eterno confronto con quella che Giussani chiama la “concezione illuministico liberale” della vita e della cultura stessa.
Ma ecco che, andando avanti, impattiamo nell’annoso problema della politica.
Mai come in questo tempo è di larga attualità. Giussani ci evidenzia come “un cristiano non solo può, ma ultimamente deve impegnarsi in una militanza politica rivoluzionaria se per rivoluzione s’intende l’impegno umano a cambiare continuamente superando l’inerzia malefica dei propri rapporti con gli altri uomini e con le cose….Il cristiano deve dunque essere attivamente immanente a tale impegno, salvo un suo atteggiamento critico riguardo ai metodi proposti e applicati nelle specifiche circostanze…” 
Ma come ? In che modo ? Giussani, vivendo la sua epoca ed immerso nella situazione politica di qualche decennio fa, suggeriva anche una strada da percorrere che, probabilmente, è ancora la strada giusta da percorrere, ovvero “attraverso la rinascita di un vasto movimento di unità popolare promosso dai cristiani, ma aperto anche ad altre forze”.
Dobbiamo riflettere, mai come oggi che sembra che l’impegno dei cattolici nel politico si sia liquefatto.
Il percorso, in questo saggio-intervista si fonda su altre parole/concetti chiave, come l’ “Amicizia globale” ed il “senso religioso” che mi riporta al volumetto (che ancora conservo gelosamente in libreria) della Jaca Book, la Tradizione vista come “una dote con cui la natura ci lancia nella vita…”
Tutte queste pagine ci chiamano (ci piaccia o no) ad una attenta riflessione sul nostro tempo e rimarcano la strada che bisogna percorrere.
Ecco che quando Giussani parla nell’intervista di “laicismo”, l’attualità si fa più evidente.
Sembra quasi che il tempo si sia fermato. “..La logica del laicismo ha ormai pervaso di sé tutta la società italiana e si espande e predomina come non trovando più alcuna resistenza né dialettica alternativa….” Di fatto si è abbandonata una “creatività culturale” e Giussani ci riporta all’importanza dell’educazione e della scuola ed il ruolo de cattolico è quello di non delegare.
I cattolici, ci rammenta Giussani, devono impegnarsi in una presenza intelligente ed organizzata che testimoni e renda evidente una unità popolare da cui si generi una resistenza nuova…bisogna ridare voce ad un progetto culturale che ponga al suo centro un semplice concetto: “dare una risposta a un bisogno”. Ma poi ? perché tutto questo si è assopito ? I ragazzi di ieri hanno oggi dai 40 ai 50 anni … minimo (io ben 52 !)…ed i ragazzi di oggi ?
Ho come la sensazione che un bellissimo fiume in piena sia stato interrotto da una pesante diga, che non ha permesso il proseguire la sua corsa e, questo fiume impetuoso, è divenuto un bellissimo bacino di acqua dolce ma….
Vorrei concludere queste semplici riflessioni con quelle parole di Don Giussani, quando ci dice che “…oggi più di allora, i tempi esigono dai cristiani quel ruolo attivo, di grande respiro, e quell’immane opera di ricostruzione umana e culturale di cui già dieci anni fa si era sottolineata l’urgenza…” Giussani lo diceva nel 1986 !
Ed Ora ?
Ivan Simeone

martedì 27 gennaio 2015

Focus sull'edilizia in Confartigianato Latina


Focus in Confartigianato 
su Edilizia e indotto.
Venerdi prossimo 30 Gennaio

Venerdì prossimo, 30 gennaio, alle ore 18.00, Confartigianato Latina organizza un "focus" sul mondo dell'edilizia e dell'indotto.  
E' un momento INFORMALE di confronto e una opportunità per essere informati sullle opportunità per il settore.
Parleremo di finanziamenti agevolati e come poterli ottenere, si parlerà della "nuova Sabatini", sulla possibilità di partecipare a bandi e progetti e sulle attività formative A COSTO ZERO grazie ai fondi interprofessionali. Parleremo della Cassa Edile...
All'incontro interverranno il Presidente della Confartigianato Aldo Mantovani, titolare della "Latina Asfalti", Riccardo Ciotti Presidente della sezione edili di Confartigianato e la dott.ssa Marina Gargiulo consulente della formazione.
E' questa una opportunità per confrontarci e cercare di affrontare i problemi della categoria (che non sono pochi !) con un atteggiamento propositivo e di rete.
L'incontro è in "Confartigianato Latina", c/o Centro "Latina Fiori"  Torre 5 Gigli, Scala A 6° piano. Informazioni si possono avere contattandomi al numero 339.4594498 o in Confartigianato al numero 0773.666593 e mail latina@mail.confartigianato.it
Vi aspetto.

Ivan Simeone
direttore Confartigianato Latina


martedì 23 dicembre 2014

Auguri, Auguri, Auguri....




Auguri per un Santo Natale.
 
Noi siamo nel mondo per gridare a tutti gli uomini: «Guardate che è tra di noi una presenza strana; tra di noi, qui, ora, c’è una presenza strana: il Mistero che fa le stelle, che fa il mare, che fa tutte le cose [...] è diventato un uomo, è nato dal ventre di una donna [...]». Noi siamo al mondo, perché a noi e non ad altri è stato reso noto che Dio è diventato un uomo. C’è un uomo tra di noi, venuto tra di noi duemila anni fa e rimasto con noi («Sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»), c’è un uomo che è Dio. La felicità dell’umanità, la gioia dell’umanità, il compimento dei desideri tutti dell’umanità è Lui che lo porta alla fine; lo porta alla fine per coloro che Lo seguono.
Don Luigi Giussani
(da “In Cammino 1992-1998” Ed. BUR )

Da parte del Presidente Aldo Mantovani e mia, da parte della dirigenza e dai collaboratori tutti di “Confartigianato Imprese Latina”, tanti auguri per un sereno Santo Natale ed un nuovo anno di serenità e di nuovi traguardi da raggiungere, con la speranza che questo momento di difficoltà generalizzato possa essere affrontato con sempre maggiore determinazione, in vista di un futuro che sia certamente migliore.
Auguri a tutti.

Ivan Simeone
direttore 
Confartigianato Imprese Latina

lunedì 8 dicembre 2014

"La Terra di Maria" in programmazione a Latina e Terracina !!!

Anche a Latina
il film-documentario “La Terra di Maria”.
Un fenomeno nuovo, al di là del marketing….

In programmazione al Corso (Latina) e al Cinema Teatro Traiano (Terracina).


E’ stato un successo. Del tutto inaspettato. Prima in Spagna, ed ora, da qualche mese, anche in Italia e in un’altra ventina di Paesi.
Il docu-film La Terra di Maria sta riempiendo i cinema solo con il passaparola ed internet. Qualche trailer in rete ma nessuna pubblicità televisiva.
All’ “Adriano” di Roma, non sono bastati i posti. Lo stesso è accaduto in altri locali. Ed ora il film arriva a Latina. Con le stesse prospettive.
Siamo di fronte ad un fenomeno nuovo, di grandi proporzioni, che va al di là del marketing, della comunicazione tv. Quasi un’opera da samizdat, sotterranea, che si afferma da bocca ad orecchio. Si spande come olio.
Il regista, Juan Manuel Cotelo, non è nuovo a questi primati. L’altra sua opera: L’Ultima cima (2010), storia di un sacerdote (don Pablo Dominguez) appassionato di montagna (viene la voglia di paragonarlo a Piergiorgio Frassati) e morto nel 2009 mentre scendeva  dal Moncayo, ha battuto al botteghino i ben più reclamizzati Sex and the city e Harry Potter.
La Terra di Maria, uscito lo scorso Natale in Spagna, indaga due fenomeni connessi: il senso di felicità e l’appartenenza al cattolicesimo. Lo fa senza alcun fine apologetico. Ma cercando di capire cosa sia accaduto ad una serie numerosa di persone normalissime, alcune un tempo decisamente contrarie alla Chiesa, in dieci Paesi del mondo.
Quasi un’indagine investigativa, da agente segreto, con tante domande poste e tante risposte ottenute. Un verbale scritto e visivo dove passa la vita di donne e uomini trasformati. Dove la molla dell’inchiesta è quella di voler comprendere quella strana gente che crede ad una donna vergine che ha dato alla luce un Dio, che fa compagnia e sostiene la vita buona delle persone.
Un’indagine sul significato della vita, sul senso della morte, sul come rendere in pienezza la quotidiana esistenza.
Cotelo, 47 anni, oltre che regista, è stato anche produttore del film ed attore. E in questo ruolo, ha assunto le vesti di una specie di agente segreto, o avvocato del diavolo, come si firma in una lettera agli spettatori in cui afferma: «Se Dio e la Bibbia fossero invenzioni della fantasia, sarebbe bene dimenticarseli insieme ad altri personaggi delle favole. Ma se fosse vero che siamo amati, perdonati, cercati e attesi da Dio… Se fosse vero che chiunque può conoscere Dio, perché Dio non si rivolge alle persone speciali, ma è per tutti, ovunque oggi… sarebbe forse il caso di smettere di parlare di Dio e iniziare a parlare con Lui…».
Una conclusione a cui l’ “avvocato” arriva dopo aver ascoltato John Rick Miller, ricco imprenditore statunitense, ex consigliere del governo USA, un tempo accanito oppositore della Chiesa Cattolica; oppure, John Bruchalski, già ginecologo abortista di Washington D.C., che volendo aiutare le donne, si accorge che quella non è la modalità adeguata; o, ancora, Silvia Buso, bella e atletica ragazza padovana che, all’improvviso, viene colta da crisi epilettiche, diventa paraplegica e finisce su una sedia a rotella, sino al “miracolo” di Medjugorje. Oppure, Salvador Iniguez, messicano, infermiere, che spende la sua vita tra prostitute e derelitti, e si sente felice.
Gente cambiata da un incontro. Gente lontana che torna e accoglie la Fede.
Il film non arriva ad alcuna conclusione. La lascia allo spettatore.
E’ solo un metodo di indagine per capire quella nuova “felicità” che ha colto personaggi lontani cui la vita è mutata seguendo una strada.
Che sia “La ricetta di Dio”?
Libertà di pensiero e di giudizio, senza però nulla escludere, nulla censurare. Una categoria delle possibilità.

Prossime proiezioni:

Latina – Cinema Corso Martedì 9, ore 16:30, 18:30, 20:30 e Lunedì 15, ore 16:30, 18:30, 20:30. Inoltre l’ 11 e il 14 Dicembre.

A Terracina, Cinema Teatro Traiano, Giovedì 11 Dicembre ore 18:30 e 20:30, Venerdì 12 Dicembre ore 18:30 e 20:30, Sabato 13 Dicembre ore 18:30 e 20:30 e Domenica 14 Dicembre ore 18:30 e 20:30.

Latina 8 / 12/  2014

venerdì 26 settembre 2014

Accordo tra Monte Paschi di Siena e "Rete Imprese Italia"

Al via la convenzione tra Montepaschi (MPS).
A disposizione un plafond di 50 milioni di euro per le piccole imprese locali.
Confartigianato plaude all'accordo.


Il direttore provinciale della "Confartigianato Imprese", in data odierna, ha partecipato al convegno organizzato dal Monte dei Paschi di Siena e Rete Imprese Italia, alla presenza dell' Amministratore delegato MPS dott. Fabrizio Viola.

Il Monte dei Paschi di Siena ha messo a disposizione per le imprese associate al "sistema" di Rete Imprese Italia un plafond di 50 milioni di euro.

Per "Confartigianato" , informazioni si possono chiedere all' ufficio credito al numero tel. 0773.666593 (Sede provinciale di Latina) o inviare una e mail per un appuntamento informativo a: latina@mail.confartigianato.it

Soddisfazione e plauso all'accordo è stato espresso dal direttore di Confartigianato Ivan Simeone il quale ha sottolineato come ancora oggi si registra una flessione del 4,9% di crediti alle piccole imprese italiane, contro un -3% dell'eurozona.

Con questo accordo, conclude Ivan Simeone di Confartigianato, si spera in una "boccata di ossigeno" per le nostre imprese artigianali e piccole attività locali.

venerdì 29 agosto 2014

dal meeting di CL / Rimini - Stand di Confartigianato Latina

Lezione del Prelato dell' Opus Dei Mons. Echevarrìa 
al meeting di Comunione e Liberazione (Rimini).

"In cammino verso Emmaus, 
per tutte le strade del mondo".


Una semplice riflessione....

Ieri pomeriggio, ho avuto il privilegio di assitere ad una vera lectio magistralis del Padre, il Prelato dell'Opera.
Non voglio entrare nel merito delle Sue belle parole (non ne sono all'altezza), ma desidero solamente esprimere alcune sensazioni.
L' incontro era previsto per le 15 ma già alle 14,30 le porte di entrata del teatro dove era previsto l'incontro, erano "intasate" di tante famiglie e fedeli che erano in fila per entrare.
Fortunatamente, greazie ad un previdenziale pass, sono entrato da un'area riservata e....mi sono ritrovato nelle primissime file.
Arrivavano le famiglie e si respirava un'aria familiare. Tutti pronti con i telefonini e I Pad pronti per carpire una fotografia ed un filmato.
Arriva il Padre. Tutti in piedi ad accoglierlo con un bell'applauso che voleva essere un vero saluto informale.
E' la prima volta che lo vedo da vicino. Lo guardo, lo ammiro con spirito filiale...avrei voluto incontrarlo (ho fatto di tutto...ma invano !), avrei voluto .....
Comincia l'incontro.
Tante belle parole, tanti concetti, tanti spunti di riflessione.
La vicinanza di Don Giussani (futuro Beato) con l' Opera. La visita che Don Giussani fece al Prelato Alvaro Del Portillo ...... due Santi ....
Si ripercorrono alcuni momenti di San Josemaria, dell' Opera e del Suo insegnamento, si accendono i riflettori su CL ma con un unico denominatore comune: vivere appassionatamente il quotidiano, santificare il quotidiano.
Il Padre termina la Sua lectio e, attorniato da un mare di gente riesce a scorrere via dalla sala, lo vedo; è vicinissimo a me ma.......scivola via tra un cordone di ragazzi della sicurezza (eccicienza ciellina !).
Lo guardo allontanarsi e lo accompagno con affetto ! Chissà se un giorno potrò uincontrarlo.

meeting di Rimini 29 agosto 2014
Ivan



lunedì 11 agosto 2014

Una riflessione.....



“Quale futuro per l’ Europa ?”
( e le nostre imprese ?)



Ivan Simeone
 
Ho appena finito di approfondire il saggio di Sapelli-Vittadini “Quale futuro per l’Europa” (Ed. BUR) e mi sono “ronzate” in testa molte riflessioni che poi vanno a “cadere” sui problemi del nostro territorio, della nostra provincia. Il ruolo sociale ed economico della Famiglia, la piccola impresa ed il credito sono i tre punti focali dell’analisi degli atti delle “Conversazioni di Milano”, cui è tratto il saggio. Tre aspetti che possono essere riportati tranquillamente nella dinamica del nostro territorio pontino.

La crisi c’è tutta ed è inutile far finta di nulla. C’è e durerà qualche anno e poi certamente le cose non saranno più come prima ma “diverse”.
Come ? Non siamo certamente dei veggenti ma una cosa è ormai assodata: abbiamo la necessità di un nuovo “percorso” di pensiero. 

Tutti noi sappiamo come, tecnicamente. È cominciata questa profonda crisi economica….i titoli tossici, la bolla speculativa immobiliare USA, una finanza che ormai si era auto referenziata, una Europa che non ha nulla di “politico” ma solo un coagulo di interessi di poche ma potenti lobby finanziarie… Ma poi ? Intorno a noi cosa succede ? Come affrontare il quotidiano ? Quale strada indicare alle nostre micro imprese familiari ?

In questo periodo sembra che i ritmi del nostro quotidiano siano impazziti.
Stiamo tutti assistendo ad un radicale cambiamento di strategie aziendali..la FIAT che cambia nome e diventa una “azienda globale” lasciando per strada una sua storia e la storia del nostro Paese, una politica internazionale che è cieca di quanto sta avvenendo alle comunità cristiane dell’ IRAK che vengono annientate fisicamente e nessuno alza la voce, aziende familiari che devono chiudere causa Equitalia o la mancanza di recupero dei crediti dall’Ente/Società committente di turno….Il Governo sta attuando una politica di forte penalizzazione verso tutti i corpi intermedi sociali (leggasi Patronati, CAAF, Sindacati, Camere di Commercio, Enti locali come le provincie….) nel silenzio più totale di questa classe politica e dei soggetti interessati che sembrano essersi assopiti.

Ecco che bisogna rifondare un ragionamento.
Per cercare di uscir fuori da questo momento di difficoltà, anche nelle nostre Città, nella nostra provincia di Latina, bisogna riavviare un processo politico e culturale orientato al bene comune.

Bisogna affrontare diversamente il rapporto con l’impresa ed il lavoro, con la stessa politica che deve ridare respiro alla “cultura politica”. Bisogna ridare una voce alla “società locale”; la politica, l’economia, il credito…devono essere tutti strumenti del nostro agire. Il fulcro di tutto deve essere la Persona, il Cittadino.
Bisogna avere la forza di rimettere, positivamente, la Persona al centro delle nostre azioni e cercare di creare, anche a livello locale, un sistema di welfare sussidiario; ripartire, anche a livello provinciale, dallo Small Business Act. Lo abbiamo sempre detto, ma la politica locale è stata sorda.

La politica deve essere meno auto referenziata e deve avere la forza di sburocratizzare gli Enti e le amministrazioni, deve far produrre e lavorare. Deve svolgere una azione sinergica con le parti sociali ed insieme andare “oltre alla crisi”.
Bisogna sostenere veramente (e non con belle parole) le nostre piccole imprese dell’artigianato e del commercio; un artigianato che sovente è anche custode delle nostre tradizioni popolari e sociali. Azioni concrete sono i fondi rotativi di microcredito, avvio di semplificazioni amministrative anche solo ai nostri livelli comunali e provinciale.

Le Associazioni datoriali non si devono chiamare solo per avere il placet di turno ma per ragionare insieme sul da farsi in maniera continuativa e costante.

Dobbiamo, tutti insieme, dare forza ad un cambiamento ed essere utili e non solo fare utili…
“Siamo troppo soli” evidenzia Giulio Sapelli e da soli non si può combattere una crisi che è anche culturale. Dobbiamo “fare compagnia”, dobbiamo essere “rete operativa”. Dobbiamo provarci; dobbiamo sperimentare modalità nuove; dobbiamo avere il coraggio di rompere gli isolamenti; dobbiamo avere la forza di metterci in discussione e guardare operosamente al nostro futuro.

Archivio degli articoli pubblicati su "LatinaCorriere.it" nella rubrica di Economia.... https://www.latinacorriere.it/tag/ivan-sim...