martedì 6 ottobre 2015

Riflessione sull'Enciclica "Laudato Sì".

Pubblichiamo la versione integrale dell'articolo apparso qualche giorno fa, sul quotidiano "Il Giornale di Latina". Una riflessione che guarda al politico locale e allo sviluppo della nostra economia pontina.

 


Una “strada” anche per la nostra politica locale.

“Laudato Sì”….l’Enciclica SCOMODA di Papa Francesco.

Un silenzio assordante ha accolto questa Enciclica che entra “a gamba tesa”
sui principali temi sociali del nostro quotidiano. Una riflessione propositiva.


di Ivan Simeone
direttore provinciale della “Confartigianato Imprese Latina”
e membro della Camera di Commercio Latina.

L’Enciclica di Papa Francesco, “Laudato Sì”, messa subito “in sonno” dalla grande stampa laica, ha alcuni input importanti (e scomodi) per il dibattito politico nel nostro territorio.

Una Enciclica messa sotto traccia

Molti si chiederanno il perché è stata messa “sotto traccia”.
Perché non vi sono dibattiti di illuminati uomini di cultura radicale?
Perché la politica non ci si confronta ?
Perché non vi sono articoli di approfondimento ?
Questa Enciclica non è semplice. Si guarda alla nostra “sorella terra” ma, andando a sfogliare pagina dopo pagina, ci accorgiamo che è una grande Enciclica “sociale” e “politica”. Ricca di richiami all’insegnamento di San Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI, con continui rimandi ai documenti delle varie Conferenze Episcopali, è questo un messaggio indirizzato a noi come singole persone; un messaggio che deve necessariamente coinvolgerci in prima persona. Metterci in discussione. Se poi vogliamo attualizzarla nella nostra realtà locale, allora gli spunti non mancano: dall’edilizia ecosostenibile alla vivibilità della Città, passando per una ecologia sociale….
Cerchiamo di fare alcune riflessioni, con la consapevolezza della nostra pochezza.

Una sana provocazione

Una “sana e propositiva provocazione”. Un documento “di vita” con cui, chi ha ruoli grandi o piccoli che siano nel tessuto sociale, deve confrontarsi, per poi scegliere –in tutta libertà- la strada da percorrere.
Un documento che non deve dividere ma unire, se pur nelle diversità. In “Laudato sì” vediamo un insegnamento che pone in discussione, nettamente e chiaramente, la subordinazione della politica all’economia ed alla tecnopolitica (punto 54); “oggi è la sottomissione della politica alla tecnologia ed alla finanza, invece si chiede un dialogo”.  
La denuncia è netta: “Troppo facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a modificare l’informazione…”

I poteri economici

“I poteri economici (punto 56) continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente”. Bella denuncia….ecco perché è stata posta “sotto silenzio” ?
Il Santo Padre ci sottolinea l’esigenza di utilizzare al meglio la tecnoscienza e bisogna avere attenzione. “Quando l’essere umano pone se stesso al centro finisce per dare priorità assoluta ai suoi interessi contingenti e tutto il resto diventa relativo”. (punto 122). Parliamo di “relativismo pratico”.

Famiglia e difesa della vita

Un documento che vede nella Famiglia il luogo deputato alla formazione dei giovani e delle future generazioni e si esprime chiaramente contro l’aborto. Desidero sottolineare –leggiamo nell’Enciclica- l’importanza centrale della famiglia, luogo di accoglienza e protezione della vita, contro i molteplici attacchi a cui è esposta. ”la Famiglia è il luogo della formazione integrale, dove si dispiegano i diversi aspetti, intimamente relazionati tra loro, della maturazione personale”. (punto 213)

Piccole realtà produttive

In queste righe Papa Francesco evidenzia l’importanza delle piccole realtà produttive aziendali le quali permettono maggiore libertà economica, mettendo in guardia sui grandi insediamenti industriali che, spesso, lasciano sul terreno “grandi danni ambientali e umani”. Si sottolinea l’importanza del lavoro quotidiano che, nella semplicità, deve essere soprannaturale (punto 98).
Con Papa Francesco ci troviamo a ragionare sul senso di Città, di Politica, di Ambiente. Papa Francesco va dritto nello specifico dei problemi concreti. Forse è proprio questo che da fastidio ai nostri “Illuminati”. Sembra quasi che Papa Francesco li superi a destra, quando parla di un governo internazionale e degli Organismi, anche non governativi, di portata mondiale.

L’acqua

Una particolare attenzione si ha nell’importanza delle risorse idriche. L’ Acqua come elemento di stabilità e/o di instabilità internazionale.
L’ Acqua come ricchezza dei popoli (e dei Comuni diciamo noi !)
In queste pagine leggiamo di un connubio auspicato tra scienza e fede, tra politica ed economia in un dialogo continuo e propositivo.

La Città

Importante è il ruolo delle nostre Città (punto 44) evidenziando il problema dei trasporti, dell’inquinamento ambientale, del pericolo che le grandi strutture assorbano troppa energia ed acqua invocando spazi verdi e punti di incontro per i cittadini.
E’ questa una Enciclica con un forte approccio ecologico che poi va a sfociare in un approccio sociale. Si chiede a gran voce uno sviluppo sostenibile del nostro ambiente ma in maniera precisa e concreta, come quando si parla di una edilizia ecosostenibile.
Questo scritto è come una grande affresco che promuove una giusta politica ambientale ed umana, ma contestualmente ricco di sollecitazioni “particolari” da approfondire.

Costruire leadership

Altro passo significativo è l’invocazione del Santo Padre riguardo all’esigenza di costruire leadership che “indichino strade” percorribili (punto 53).
Papa Bergoglio, in queste righe, con il Suo stile sereno e paterno, dà delle vere “mazzate” -permettetemi il termine improprio- come la punto 61 quando parla di “deterioramento della casa comune” .Per Papa Francesco tutto è sistema, tutto è relazione e non bisogna andare contro natura (chi vuol comprendere comprenda !).

Casa e bene comune

Si evidenzia l’importanza della casa come luogo di dignità delle persone e luogo di sviluppo della famiglia, sottolineando l’importanza di urbanizzare i quartieri puntando sulla qualità della vita nelle città puntando principalmente sui servizi essenziali.
Non manca un richiamo ad accettare la propria femminilità/mascolinità (punto 155), per poi arrivare al bene comune che coinvolge in prima persona i gruppi intermedi, il singolo e la famiglia, valorizzando il concetto di sussidiarietà.
Ecco poi giungere al ruolo delle politiche locali.
Il Papa è preciso: si chiedono studi di impatto ambientale, trasporti, tecniche di costruzione, consenso tra i vari attori sociali, partecipazione, sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, applicazione concreta del principio della sussidiarietà….…”ma non si può più giustificare un’economia senza politica…” (punto 196)
La politica deve avere una visione ampia con un approccio integrale e con dialogo interdisciplinare; “se la politica non è capace di rompere una logica perversa, e inoltre resta inglobata in discorsi inconsistenti, continueranno a non affrontare i grandi problemi dell’umanità..” (punto 197)
La strada è segnata. Non dobbiamo inventarci nulla, solo decidere se percorrerla o meno !

 

martedì 25 agosto 2015

Fare Impresa: non solo business .....



Dal meeting di Rimini 2015: una riflessione.
Una sfida accettata quattro anni fa e che, anno dopo anno, rinnoviamo puntualmente !


di Ivan Simeone
direttore provinciale
“Confartigianato Imprese Latina”



















Si sono susseguite, in maniera convulsa ma ricche di una concretezza intrisa di valori, le attività al meeting internazionale di Rimini, organizzato e promosso da “Comunione e Liberazione”, il movimento di don Luigi Giussani, sacerdote ed educatore.
Siamo ormai al termine di questa edizione. Convegni di economia e dibattiti si sono intersecati con appuntamenti culturali. Mondo del lavoro, dell’impresa e no profit in un continuo dialogo.
Ma il meeting non è solo cronaca politica, come i quotidiano vogliono far apparire; stampa che accende i riflettori solo per la passerella e le dichiarazioni del personaggio politico di turno, cercando in tutte le maniere di cercare “il caso”.
Il meeting è ben altro; è un incontro di esperienze, la testimonianza di una presenza vissuta quotidianamente, giorno dopo giorno.

“Confartigianato Latina”  è presente per il quarto anno consecutivo al meeting, “evento” che è ormai diventato il primo (se non l’unico) grande appuntamento di confronto e dibattito a tutto campo del Paese; osservatorio privilegiato per cercare di comprendere la politica dell’oggi, con uno sguardo ai grandi temi della nostra società.
Una finestra internazionale aperta sul mondo dell’economia, della fede, della cultura cercando gli elementi di unità e non di divisione.

La presenza di “Confartigianato Latina” è stata già “spiegata” più volte.
Sembra strano che una Associazione di categoria, che rappresenta aziende familiari, imprese artigiane, PMI…con i propri servizi per la persona (Patronato, CAAF, sindacato pensionati, ente di promozione culturale e sociale…) e per le aziende, partecipi e si “immerga” in questo grande appuntamento; meeting che più volte ha visto protagonisti i vertici della Confartigianato nazionale.
La nostra partecipazione – abbiamo evidenziato in una nostra pubblicazione appositamente realizzata e diffusa al meeting- vuole essere certamente una opportunità per le nostre aziende e il nostro mondo, per relazionarsi con altre realtà socio economiche ma anche una rinnovata testimonianza di partecipazione.

Un amico, provocatoriamente, ci ha chiesto: “ma quali sono i costi-benefici ?”
I benefici certamente sono essenzialmente nei tanti rapporti che si vanno a strutturare, opportunità che nascono e che si possono sviluppare durante l’anno, in una grande rete relazionale cui puoi entrare e condividere (anche per “fare affari”), ma probabilmente il beneficio maggiore è quello che dà i suoi effetti non immediati ma nel tempo: la capacità di affrontare il quotidiano con occhi nuovi e con la consapevolezza che, anche dinanzi alle tante problematicità giornaliere, vi è la possibilità di andare avanti con una visione più ampia e, probabilmente, più profondamente Vera.

Fare impresa oggi non può ridursi solamente al “fare affari”, business, (certamente cosa questa essenziale per una azienda) ma anche dare un senso etico al lavoro ed alla produzione stessa. Bisogna cercare di dare un “senso alto” al nostro quotidiano puntando su una economia che ponga al suo centro la persona.
Noi di Confartigianato, anche con questa partecipazione “attiva” al meeting, ci proviamo. E’ una sfida che abbiamo accettato quattro anni fa e che rinnoviamo puntualmente, anno dopo anno.

martedì 2 giugno 2015

Edilizia: Lavoro & Impresa a Latina, rileggendo il documento Fillea CGIL/Latina 2014.

UN SILENZIO ASSORDANTE ....

Rileggendo il documento Fillea CGIL "Creare lavoro in edilizia"......
Una riflessione personale.

Ivan Simeone

Focalizzando alcuni aspetti dell'emergenza edilizia nella provincia di Latina, ho riletto il documento (2014) elaborato dalla Fillea CGIL, nella persona del Suo Segretario Generale Ezio Giorgi. Riscorrendo quelle pagine non si può che condividere e sottoscrivere (tranne in un passaggio politichese ...ma è altra cosa).

Riflettiamo solo su un dato: tra il 2008 ed il 2014 (sei anni) sono stati persi (hanno perso il lavoro !) ben 5.217 posti di lavoro regolari (pensiamo poi all'indotto e agli "eventuali" irregolari...) con la chiusura nella provincia di Latina di 526 aziende edili.

Pensate...un pò meno di mille, dico mille lavoratori a spasso all'anno !!!
E se questo fosse successo ad una grande azienda ? Sicuramente avrebbero occupato la pontina, manifestazioni, titoloni sui girnali....e invece ? IL SILENZIO TOTALE !!!

Il documento è particolare, bisogna ammetterlo, perchè da un sindacato ci si attende la rivendicazione di un diritto sacrosanto come il lavoro, ma la Fillea CGIL va oltre è, con realismo positivo, fa proposte concrete anche alla politica. Il problema oggi e che (mio spassionato parere) la politica non la si intravede più; o almeno quella politica con cui sederti intorno ad un tavolo e cercare di trovare soluzioni condivise.

I punti si conoscono ma voglio riproporli, con la speranza che si riprenda un confronto in sedi istituzionali.

1 opere infrastrutturali di ammodernamento
2 riassetto del territorio
3 recupero dei centri storici e monumentali
4 edilizia scolastica
5 edilizia residenziale pubblica e housing sociale
6 edilizia ecosostenibile

Tutti punti su cui la politica, tutta la politica, deve confrontarsi !

Ma si va ancora oltre, parlando di fondi europei....cosa si sta facendo ? Quali i progetti delle nostre istituzioni e delle nostre amministrazioni in provincia di Latina ?

Pontina bis, cittadella giudiziaria, porto canale di Rio Martino, porto di Gaeta, nuova Monti Lepini, messa in sicurezza del territorio.... e direi ancora io (forse più banalmente) marciapiedi, rifacimento del manto stradale nelle nostre città......

Questa volta "i Compagni" sono stati bravi ! Un documento oggi, 2 giugno 2015, ancora attuale e sottoscrivibile .... e lo dico io che NON sono "Compagno" ma su questi argomenti, oggi più che mai, la sinergia, la concertazione è una strada che tutti dobbiamo percorrere se vogliamo uscire da questa impasse e cercare di ridare forza e voce a quel "bene comune" oggi perso.

Le picccole aziende edili, in particolare quelle artigiane, oggi sono in una forte difficoltà e dobbiamo confrontarci su singole tematiche:

1) sicurezza aziendale e rapporto con gli enti Ispettivi
2) sviluppo e ruolo delle amminisdtrazioni comunale e della Regione Lazio
3) ruolo degli Enti Bilaterali e in particolare della Cassa Edile
4) formazione dei lavoratori del comparto edile

Noi ci stiamo provando, insieme a tutti coloro che vogliono essere della partita. Associazioni datoriali degli imprenditori, organizzazioni sindacali, insieme qualche cosa in più, forse, si potrà fare.

IS






sabato 21 marzo 2015

Rotary Latina e microcredito.




Rotary: Il microcredito 
una opportunità per il territorio.

Intervento di Ivan Simeone 
(Direttore di Confartigianato) al Rotary di Latina.





Ivan Simeone, direttore provinciale della Confartigianato di Latina, Segretario  e Past President del Rotary di Latina, giovedì 19 marzo scorso presso l'Hotel Europa di Latina, ha svolto una relazione sul tema del microcredito, come opportunità per il territorio pontino, nell'ambito della tradizionale conviviale rotariana.
Nella sua relazione, Ivan Simeone, ha analizzato il percorso storico del microcredito come strumento di coesione sociale e come concreto supporto ad iniziative volte a soggetti non sufficientemente bancabili, sia persone fisiche che imprese.
Di questi giorni l’iniziativa del Ministero dello Sviluppo economico a favore di quei soggetti che non hanno tutte le garanzie per ottenere un prestito bancario: persone singole, società di persone, srl semplificate, associazioni, cooperative per l'avvio o l'esercizio di attività di lavoro autonomo o di Microimpresa, società tra professionisti. Si è in attesa del decreto attuativo. (Informazioni presso la Confartigianato al numero tel. 0773.666593 latina@mail.confartigianato.it – ndr)
Il direttore di Confartigianato, tecnicamente, ha evidenziato come oggi vi siano molteplici forme di micro finanza solidale, facendo anche una panoramica tecnico-finanziaria delle varie espressioni della finanza etica; molte le proposte e le possibilità ma con un unico denominatore: “ meccanismo di finanza socailemente orientato con caratteristiche di mutualismo e solidarietà”.
Ovviamente, sottolinea Ivan Simeone, il microcredito non può esse la soluzione a tutti i problemi ma, anche nella nostra provincia, potrebbe andare ad intervenire in quelle aree di disagio sociale oggi ai margini, anche in attuazione al principio di sussidiarietà.
Il Rotary, ha evidenziato Ivan Simeone, svolge già in diverse aree nazionali ed internazionali progetti organici di microcredito e si sta studiando anche a livello locale alcune ipotesi di intervento. Certamente non mancano le criticità ma le professionalità disponibili sono molte e forte è la volontà di intervenire concretamente a supporto di aree disagiate, con il concreto supporto di diversi Enti nazionali ed Istituti creditizi.
E’ bene rammentare che il Rotary, sottolinea Ivan Simeone, già opera tramite i “Gruppi di Azione Rotariana” in ambito di microcredito internazionale. Nel suo articolato intervento, il direttore della Confartigianato Ivan Simeone , ha messo in risalto come il microcredito con il principio di mutualità solidale, nasca dall'esperienza sociale cattolica.
Primi cenni si hanno avuti proprio con San Bernardo da Chiaravalle, ispiratore anche dell'ordine templare che per primi sperimentarono le lettere creditizie...i primi banchieri. Non dimentichiamoci che nella nostra provincia non pochi sono gli insediamenti dell'Ordo Militie Templi. Poi l'esperienza dell'economista Yunus che ha avuto il merito di mettere a sistema lo strumento del microcredito portandolo alla ribalta.
Alla riunione era presente anche il Past Governatore Distrettuale Avvocato Pier Giorgio Poddige. La conviviale è stata presieduta dal Presidente del Rotary Club Latina dott. Gianluca Cassoni. Numerosi i professionisti intervenuti

martedì 3 febbraio 2015

A margine dell'intervista a Don Giussani....una riflessione.



“Il movimento di Comunione e Liberazione. 1954 – 1986”  
Una riflessione di un "non giuridicamente" ciellino.

 

"LA TRADIZIONE È LA DOTE CON CUI LA NATURA CI LANCIA NELLA VITA...."








Anche quest'anno, arrivato al meeting di Rimini, il primo giorno mi sono diretto in quello che per me è un appuntamento fisso: la mitica LIBRERIA !!!
Mi sono " fiondato" il primo giorno proprio per evitare quelle lunghe file che poi, giorno dopo giorno, si vanno a formare. La libreria del meeting , per me, è un pò come un tempietto della lettura.
Scaffale dopo scaffale eccola: la nuova edizione dell'intervista-conversazione con Giussani, a firma di Robi Ronza sul movimento ( Il movimento di Comunione e Liberazione - ed. Bur Rizzoli).
Lessi anni fa questo saggio che consiglio a tutti coloro che desiderano capire l'esperienza di CL, anche se poi una vera esperienza la si può comprendere appieno solo cercando di viverla e di sperimentarla in prima persona.
Leggendo queste pagine il pensiero è tornato indietro di tanti anni, quando prima liceale, poi universitario vissi quella bella amicizia della comunità di Roma Nord .... il raggio, la caritativa al Podere Rossa, la sede di Monte Sacro dove rischiammo di prendere anche qualche "mazzata" da chi non la pensava come noi, i banchetti per Solidarnosc (ancora ho conservata la spilla.....chi se la ricorda ?), la prima esperienza fatta a Fiuggi da ragazzino....all'epoca ero studente al San Leone Magno e mi invitarono....per convincere mia madre dovete telefonare a casa Don Donato....

 Ripercorrendo le parole di Don Giussani , impresse in queste belle pagine, vorrei fare alcune riflessioni "ad alta voce" che credo dai oggi più che mai attuali. Mi sembra quasi (azzardo ?) che quell'epoca sociale si stia riproponendo e che oggi vi sia l'esigenza di una nuova e forte testimonianza "operativa" nella realtà che ci circonda.
Riflessioni fatte da chi (io !) oggi non è "giuridicamente" un ciellino ma che vede in Giussani un Padre che tanto gli insegna e che vede nel Movimento (e nelle persone del Movimento ) il proprio sentire.
Carron ci dice, nella prefazione al saggio, che "la fedeltà all'inizio è decisiva se non si vuole smarrire la strada..." e questo è proprio il punto d'inizio. Una fedeltà guardando all'oggi e proiettati al domani.....una “fedeltà” che non è “struttura” ….Giussani, ci ricorda Robi Ronza, “non voleva affatto fondare un movimento ma annunciare Cristo e contribuire alla vitalità della Chiesa”; oggi come ieri non dobbiamo affannarci a cercare di costruire strutture o sovrastrutture ma andare nel quotidiano delle nostre vite.
Ma quali sono gli “input” che fanno riflettere all’interno di questa “conversazione” ?
Gli spunti sono molti.
La prima riflessione è proprio sul concetto di “dignità culturale”, di cui anche oggi sentiamo una esigenza. Oggi si vive uno stato di narcosi culturale e sociale dinanzi ai principali temi del nostro vivere; situazione a cui bisogna reagire. Abbiamo necessità di un nuovo inizio anche nel mondo dell’educazione, la scuola e l’università in primis. Bisogna, ancora oggi, fare in modo  che “la fede diventi mentalità: è la mentalità –ci rammenta Giussani- che crea dando nuova forma alle cose…”
Rileggendo queste pagine vado a riscoprire l’attualità dell’insegnamento di Don Giussani, una riscoperta che deve essere prassi quotidiana del nostro agire, nel modo di affrontare il nostro quotidiano.
Ancora oggi, come ieri, si ha l’impressione (la certezza !) che “l’essenza del fatto cristiano non costituisce proposta di vita…..cosa è allora l’essenza del fatto cristiano ? E’ l’annuncio di Cristo: questo –ci rammenta Giussani- è il centro di tutta la vita dell’uomo e della storia. E questo si vive mettendosi insieme, vivendo una vita di comunità…”
Oggi spesso, anche negli incontri che faccio con i giovani studenti, sottolineo l’esigenza dello “stare insieme”…oggi ci si gioca la vita troppo in solitaria, anche se siamo sommersi dai social network  di ultima generazione. Bisogna che i nostri ragazzi riscoprano il gusto dello stare insieme.
Sfogliando questa “intervista” mi imbatto nella spiegazione di cosa è il “raggio”…mitico raggio di Roma Nord…i miei ricordi vanno nella sede di via Valseriana di Roma, a Monte Sacro. Chi se la ricorda ?
Quanti incontri..se non mi sbaglio era l’anno dell’elezione di Giovanni Paolo II…
Ed oggi ? Siamo sempre in un eterno confronto con quella che Giussani chiama la “concezione illuministico liberale” della vita e della cultura stessa.
Ma ecco che, andando avanti, impattiamo nell’annoso problema della politica.
Mai come in questo tempo è di larga attualità. Giussani ci evidenzia come “un cristiano non solo può, ma ultimamente deve impegnarsi in una militanza politica rivoluzionaria se per rivoluzione s’intende l’impegno umano a cambiare continuamente superando l’inerzia malefica dei propri rapporti con gli altri uomini e con le cose….Il cristiano deve dunque essere attivamente immanente a tale impegno, salvo un suo atteggiamento critico riguardo ai metodi proposti e applicati nelle specifiche circostanze…” 
Ma come ? In che modo ? Giussani, vivendo la sua epoca ed immerso nella situazione politica di qualche decennio fa, suggeriva anche una strada da percorrere che, probabilmente, è ancora la strada giusta da percorrere, ovvero “attraverso la rinascita di un vasto movimento di unità popolare promosso dai cristiani, ma aperto anche ad altre forze”.
Dobbiamo riflettere, mai come oggi che sembra che l’impegno dei cattolici nel politico si sia liquefatto.
Il percorso, in questo saggio-intervista si fonda su altre parole/concetti chiave, come l’ “Amicizia globale” ed il “senso religioso” che mi riporta al volumetto (che ancora conservo gelosamente in libreria) della Jaca Book, la Tradizione vista come “una dote con cui la natura ci lancia nella vita…”
Tutte queste pagine ci chiamano (ci piaccia o no) ad una attenta riflessione sul nostro tempo e rimarcano la strada che bisogna percorrere.
Ecco che quando Giussani parla nell’intervista di “laicismo”, l’attualità si fa più evidente.
Sembra quasi che il tempo si sia fermato. “..La logica del laicismo ha ormai pervaso di sé tutta la società italiana e si espande e predomina come non trovando più alcuna resistenza né dialettica alternativa….” Di fatto si è abbandonata una “creatività culturale” e Giussani ci riporta all’importanza dell’educazione e della scuola ed il ruolo de cattolico è quello di non delegare.
I cattolici, ci rammenta Giussani, devono impegnarsi in una presenza intelligente ed organizzata che testimoni e renda evidente una unità popolare da cui si generi una resistenza nuova…bisogna ridare voce ad un progetto culturale che ponga al suo centro un semplice concetto: “dare una risposta a un bisogno”. Ma poi ? perché tutto questo si è assopito ? I ragazzi di ieri hanno oggi dai 40 ai 50 anni … minimo (io ben 52 !)…ed i ragazzi di oggi ?
Ho come la sensazione che un bellissimo fiume in piena sia stato interrotto da una pesante diga, che non ha permesso il proseguire la sua corsa e, questo fiume impetuoso, è divenuto un bellissimo bacino di acqua dolce ma….
Vorrei concludere queste semplici riflessioni con quelle parole di Don Giussani, quando ci dice che “…oggi più di allora, i tempi esigono dai cristiani quel ruolo attivo, di grande respiro, e quell’immane opera di ricostruzione umana e culturale di cui già dieci anni fa si era sottolineata l’urgenza…” Giussani lo diceva nel 1986 !
Ed Ora ?
Ivan Simeone

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